Come tutti sanno a Berlino dal mese di febbraio 2020 gli affitti di 1,5 milioni di appartamenti sono stati congelati sulla base del livello avevano durante il mese di giugno 2019. Grazie all’introduzione del Mietendeckel, per stabilire la somma relativa all’affitto di un immobile si dovevano rispettare i limiti stabiliti dallo Stato sulla base di alcuni criteri, ad esempio: anno di costruzione e di ristrutturazione dell’immobile, tipo di riscaldamento, ecc. Dal 23 novembre 2020 ai locatori era stato imposto di abbassare l’affitto (Mietenbremse) se il canone mensile superava di più del 20% il limite stabilito dalla nuova normativa.
Qualche giorno fa la Corte Costituzione tedesca, accogliendo il ricorso delle associazioni che tutelano i diritti dei locatori e delle imprese edili ha annullato la legge sul tetto massimo degli affitti definendola incostituzionale. Questo perchè il governo federale aveva già varato una legge simile nel 2015 che permette ai vari Land, nelle città e nelle regioni con un mercato immobiliare ristretto, di limitare il livello di affitto per i contratti appena conclusi a un massimo del 10% più alto dell’affitto locale comparabile.

In tal caso l’autorità del Senato di Berlino non può scavalcare quella del governo federale. “Il contratto d’affitto è il risultato di decisioni private autonome delle parti contraenti”, hanno chiarito i giudici. Questo vale anche se i diritti e gli obblighi privatamente autonomi sono più strettamente definiti o limitati dal legislatore.

Ciò significa che tutti gli inquilini che in questi mesi ne hanno usufruito non solo torneranno a pagare la vecchia cifra riportata sul contratto, ma potrebbero addirittura essere costretti a dover pagare la differenza tra l’affitto ribassato degli ultimi mesi e la somma stabilita dal contratto originale. Dopo la sentenza, il gruppo immobiliare Vonovia ha annunciato che rinuncerà a richiedere ai propri inquilini il pagamento della differenza tra la quota d’affitto originale e quella ribassata, le altre società concorrenti, come ad esempio: Deutsche Wohnen, non si sono ancora espresse sull’eventuale rinuncia a ulteriori rivendicazioni.

L’associazione degli affittuari di Berlino, nel frattempo, aveva raccomandato agli inquilini sin dall’inizio dell’entrata in vigore del Mietendeckel di mettere da parte il denaro risparmiato fino a che la Corte costituzionale federale non si fosse espressa. Il Senato di Berlino si riunirà presto per discutere sulla sentenza e per cercare di trovare soluzioni socialmente accettabili per gli inquilini.